Introduzione
Nel giugno 2025 la Banca d’Italia ha pubblicato il report “L’atomo fuggente: analisi di un possibile ritorno al nucleare in Italia”. L’atomo fuggete! Il rapporto Banca d’Italia sul ritorno al nucleare. Lo studio, a firma di Luciano Lavecchia e Alessandra Pasquini, aggiorna una precedente analisi del 2012 valutando i potenziali effetti di una reintroduzione dell’energia nucleare nel mix energetico italiano. Il documento esplora i possibili impatti su tre fronti principali:
- la riduzione dei costi dell’energia elettrica,
- la dipendenza energetica dall’estero,
- le emissioni di gas serra.
Il contesto globale ed europeo
Alla fine del 2023 erano attivi 410 reattori nucleari in 30 Paesi, con una produzione pari al 9% dell’elettricità mondiale. La Francia resta leader europeo con una quota del 65% di elettricità prodotta da nucleare. Tuttavia, la media età dei reattori in Europa e Nord America è elevata, a fronte di una ripresa degli investimenti soprattutto in Asia.
Negli ultimi anni, gli investimenti globali nel nucleare sono aumentati, superando i 65 miliardi di dollari nel 2023. Tuttavia, restano lontani dai 480 miliardi investiti nel solo fotovoltaico. Il rapporto della Banca d’Italia sul ritorno al nucleare si inserisce in questo contesto.
Il piano italiano: PNIEC 2024 e disegno di legge
Il nuovo Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC 2024) prevede per la prima volta l’inclusione del nucleare nel mix energetico italiano. Secondo le stime:
- entro il 2050, si prevede l’installazione di 8 GW di capacità nucleare con tecnologie di nuova generazione (SMR, AMR e MMR),
- la produzione coprirebbe l’11% del fabbisogno elettrico nazionale.
Parallelamente, è stato discusso in Consiglio dei Ministri un disegno di legge delega che mira a regolamentare la filiera nucleare, inclusa la fusione, con l’obiettivo di promuovere ricerca, formazione e un quadro normativo aggiornato.
Le tecnologie proposte: SMR, AMR e MMR
Il report si sofferma sulle nuove tecnologie nucleari:
- Small Modular Reactors (SMR): reattori modulari a bassa potenza, costruibili in serie.
- Advanced Modular Reactors (AMR): basati su tecnologie di IV generazione.
- Micro Modular Reactors (MMR): impiegabili in ambito industriale per cogenerazione.
Nel 2024 si contavano 98 progetti nel mondo, ma solo tre impianti erano operativi. La fase di sviluppo resta quindi iniziale, con elevati margini di incertezza su tempi, costi e performance. Secondo il rapporto sul nucleare della Banca d’Italia, ci sono sfide da affrontare.
I potenziali effetti secondo il report
1. Prezzo dell’elettricità
Il report segnala che, data la struttura del mercato elettrico italiano, il ritorno al nucleare non abbasserebbe sensibilmente i prezzi finali dell’elettricità, ma potrebbe ridurne la volatilità, specialmente per chi sottoscrive contratti a lungo termine.
2. Dipendenza energetica
Una eventuale riduzione dell’importazione di gas e petrolio sarebbe parzialmente compensata da una maggiore dipendenza da forniture tecnologiche e combustibili nucleari, oggi concentrate in Paesi extra-UE. L’atomo fuggete, come suggerito dalla Banca d’Italia, può influire sulla dipendenza energetica.
3. Emissioni di gas serra
Il contributo del nucleare alla decarbonizzazione sarebbe potenzialmente significativo. Tuttavia, andrebbero affrontati anche i temi legati alla gestione dei rifiuti radioattivi e alla sicurezza.
Conclusioni del documento
Il report evidenzia come l’eventuale ritorno al nucleare in Italia sia un processo complesso, legato a variabili geopolitiche, tecnologiche e normative. Le nuove tecnologie offrono prospettive interessanti ma ancora incerte. L’approccio suggerito dai tecnici della Banca d’Italia è analitico, con l’invito a considerare anche scenari alternativi e strategie complementari.
Se desideri approfondire l’argomento o scoprire come integrare nella tua strategia di investimento tale fenomeno emergente non esitare a contattarmi!
Curiosità: la mia visita al cantiere del reattore a fusione nucleare I.T.E.R. (International Thermonuclear Experimental Reactor) del 24 ottobre 2025. Leggi l’articolo di del Giornale di Brescia!