Nel World Population Prospects 2024 – Summary of Results, le Nazioni Unite hanno aggiornato le stime sull’evoluzione demografica globale fino al 2100. Il rapporto sull’evoluzione demografica dell’ONU 2024 è un documento di riferimento che fotografa con precisione lo scenario futuro della popolazione mondiale, evidenziando squilibri profondi tra aree in forte crescita e altre in contrazione.
🔑 Principali evidenze del Rapporto ONU 2024
- Popolazione mondiale: 8,2 miliardi di persone nel 2024.
- Picco previsto: circa 10,3 miliardi verso metà anni ’80 del XXI secolo.
- Declino successivo: riduzione a 10,2 miliardi entro il 2100.
- Natalità in calo: il tasso di fertilità medio globale è sceso a 2,25 figli per donna (da 3,31 nel 1990).
- Ultra-bassa fertilità (<1,4 figli per donna): riguarda paesi come Cina, Italia, Corea del Sud e Spagna, dove il ritorno a livelli di sostituzione (2,1) è considerato altamente improbabile.
- Invecchiamento: entro il 2075 gli over 65 supereranno i minori di 18 anni.
📊 Evoluzione demografica nei principali paesi e aree
| Paese/Area | Popolazione 2024 (mln) | 2054 (mln) | 2100 (mln) | Note principali |
|---|---|---|---|---|
| Cina | 1.420 | 1.221 | 639 | In declino strutturale: entro il 2100 avrà perso metà della popolazione. |
| India | 1.444 | 1.691 | 1.509 | In crescita fino al 2060, poi inversione di tendenza. |
| Nigeria | 230 | 374 | 477 | Popolazione più che raddoppiata entro fine secolo. |
| Stati Uniti | 344 | 384 | 421 | Crescita moderata, trainata dall’immigrazione. |
| Brasile | 211 | 216 | 163 | Picco tra 2035-2042, poi contrazione. |
| Italia | 59 | ~50 | ~36 | Contrazione severa, natalità persistentemente sotto 1,3. |
| UE (27) | ~450 | <400 | <350 | Declino strutturale compensato parzialmente da flussi migratori. |
Fonte: United Nations, World Population Prospects 2024 – Summary of Results.
📉 Natalità e declino: un fenomeno globale
- In 63 paesi (28% della popolazione mondiale), il numero di abitanti ha già raggiunto il massimo e ora cala (es. Cina, Germania, Giappone, Russia).
- In 48 paesi (10% della popolazione), il picco arriverà entro il 2054 (es. Brasile, Iran, Turchia, Vietnam).
- Nei restanti 126 paesi (62% della popolazione mondiale), la crescita continuerà almeno fino alla metà del secolo (es. India, Nigeria, Pakistan, USA).
Il calo delle nascite è particolarmente marcato in Europa e Asia orientale, dove la fertilità è sotto il livello di sostituzione da decenni. Nei paesi con tassi di natalità più bassi, la popolazione in età lavorativa (20-64 anni) sta già diminuendo e questo riduce il cosiddetto “dividendo demografico”, cioè la quota di popolazione attiva che sostiene quella inattiva.
🔄 Il ruolo dei flussi migratori
Il rapporto sottolinea che l’immigrazione è destinata a diventare il principale fattore di stabilizzazione demografica per molti paesi sviluppati:
- In 50 paesi i flussi migratori attenuano la riduzione dovuta alla bassa natalità.
- In 62 paesi entro il 2100 l’immigrazione sarà il vero motore di crescita (tra cui USA, Canada, Australia, ma anche Italia e Germania).
- In assenza di flussi in entrata, paesi come l’Italia o la Russia avrebbero già visto un declino ancora più rapido della popolazione.
Al contrario, l’emigrazione diventa un fattore critico nei paesi con natalità molto bassa e saldo migratorio negativo: in 14 paesi già con fertilità “ultra-bassa”, l’esodo dei giovani in età riproduttiva accelera il calo della popolazione.
👵 Invecchiamento e nuovi equilibri sociali
- Over 80: già a metà degli anni ’30 supereranno il numero dei neonati (<1 anno).
- Over 65: diventeranno la fascia più numerosa entro il 2075, con oltre 2,2 miliardi di persone.
- Nei paesi ricchi, il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati continuerà a restringersi, mettendo sotto pressione i sistemi previdenziali e sanitari.
📌 Cosa “portare a casa” da questo rapporto
Il quadro tracciato dal Rapporto ONU 2024 mostra un mondo che si muove verso un equilibrio demografico più instabile e complesso:
- Natalità insufficiente in Europa e Asia, con inevitabile contrazione delle popolazioni.
- Forte crescita in Africa e Asia meridionale, che peseranno sempre di più sugli equilibri globali.
- Flussi migratori come fattore determinante per mitigare il calo delle economie mature.
La demografia, per la sua prevedibilità rispetto ad altri trend, resta quindi uno dei pilastri fondamentali per comprendere e anticipare le trasformazioni economiche e sociali dei prossimi decenni.
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