🌍 Evoluzione demografica globale: il Rapporto ONU 2024

28 Agosto 2025

Nel World Population Prospects 2024 – Summary of Results, le Nazioni Unite hanno aggiornato le stime sull’evoluzione demografica globale fino al 2100. Il rapporto sull’evoluzione demografica dell’ONU 2024 è un documento di riferimento che fotografa con precisione lo scenario futuro della popolazione mondiale, evidenziando squilibri profondi tra aree in forte crescita e altre in contrazione.


🔑 Principali evidenze del Rapporto ONU 2024

  • Popolazione mondiale: 8,2 miliardi di persone nel 2024.
  • Picco previsto: circa 10,3 miliardi verso metà anni ’80 del XXI secolo.
  • Declino successivo: riduzione a 10,2 miliardi entro il 2100.
  • Natalità in calo: il tasso di fertilità medio globale è sceso a 2,25 figli per donna (da 3,31 nel 1990).
  • Ultra-bassa fertilità (<1,4 figli per donna): riguarda paesi come Cina, Italia, Corea del Sud e Spagna, dove il ritorno a livelli di sostituzione (2,1) è considerato altamente improbabile.
  • Invecchiamento: entro il 2075 gli over 65 supereranno i minori di 18 anni.

📊 Evoluzione demografica nei principali paesi e aree

Paese/AreaPopolazione 2024 (mln)2054 (mln)2100 (mln)Note principali
Cina1.4201.221639In declino strutturale: entro il 2100 avrà perso metà della popolazione.
India1.4441.6911.509In crescita fino al 2060, poi inversione di tendenza.
Nigeria230374477Popolazione più che raddoppiata entro fine secolo.
Stati Uniti344384421Crescita moderata, trainata dall’immigrazione.
Brasile211216163Picco tra 2035-2042, poi contrazione.
Italia59~50~36Contrazione severa, natalità persistentemente sotto 1,3.
UE (27)~450<400<350Declino strutturale compensato parzialmente da flussi migratori.

Fonte: United Nations, World Population Prospects 2024 – Summary of Results.


📉 Natalità e declino: un fenomeno globale

  • In 63 paesi (28% della popolazione mondiale), il numero di abitanti ha già raggiunto il massimo e ora cala (es. Cina, Germania, Giappone, Russia).
  • In 48 paesi (10% della popolazione), il picco arriverà entro il 2054 (es. Brasile, Iran, Turchia, Vietnam).
  • Nei restanti 126 paesi (62% della popolazione mondiale), la crescita continuerà almeno fino alla metà del secolo (es. India, Nigeria, Pakistan, USA).

Il calo delle nascite è particolarmente marcato in Europa e Asia orientale, dove la fertilità è sotto il livello di sostituzione da decenni. Nei paesi con tassi di natalità più bassi, la popolazione in età lavorativa (20-64 anni) sta già diminuendo e questo riduce il cosiddetto “dividendo demografico”, cioè la quota di popolazione attiva che sostiene quella inattiva.


🔄 Il ruolo dei flussi migratori

Il rapporto sottolinea che l’immigrazione è destinata a diventare il principale fattore di stabilizzazione demografica per molti paesi sviluppati:

  • In 50 paesi i flussi migratori attenuano la riduzione dovuta alla bassa natalità.
  • In 62 paesi entro il 2100 l’immigrazione sarà il vero motore di crescita (tra cui USA, Canada, Australia, ma anche Italia e Germania).
  • In assenza di flussi in entrata, paesi come l’Italia o la Russia avrebbero già visto un declino ancora più rapido della popolazione.

Al contrario, l’emigrazione diventa un fattore critico nei paesi con natalità molto bassa e saldo migratorio negativo: in 14 paesi già con fertilità “ultra-bassa”, l’esodo dei giovani in età riproduttiva accelera il calo della popolazione.


👵 Invecchiamento e nuovi equilibri sociali

  • Over 80: già a metà degli anni ’30 supereranno il numero dei neonati (<1 anno).
  • Over 65: diventeranno la fascia più numerosa entro il 2075, con oltre 2,2 miliardi di persone.
  • Nei paesi ricchi, il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati continuerà a restringersi, mettendo sotto pressione i sistemi previdenziali e sanitari.

📌 Cosa “portare a casa” da questo rapporto

Il quadro tracciato dal Rapporto ONU 2024 mostra un mondo che si muove verso un equilibrio demografico più instabile e complesso:

  • Natalità insufficiente in Europa e Asia, con inevitabile contrazione delle popolazioni.
  • Forte crescita in Africa e Asia meridionale, che peseranno sempre di più sugli equilibri globali.
  • Flussi migratori come fattore determinante per mitigare il calo delle economie mature.

La demografia, per la sua prevedibilità rispetto ad altri trend, resta quindi uno dei pilastri fondamentali per comprendere e anticipare le trasformazioni economiche e sociali dei prossimi decenni.

Se desideri approfondire il tema dell’evoluzione demografica a medio- lungo termine e adattare il tuo portafoglio di investimento a questa tendenza di fondo a cui inesorabilmente andranno incontro le future generazioni non esitare a contattarmi!

Per approfondire link al portale UN con rapporto completo.

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