Morningstar European Fund Fee Study 2025: il costo dei fondi e il vero impatto sulla performance

30 Settembre 2025

Copertina del Morningstar European Fund Fee Study 2025 con i rating Gold, Silver e Bronze, grafico di andamento e titolo del report.

Introduzione

Il nuovo European Fund Fee Study 2025 di Morningstar, che analizza costi fondi e performance ETF, conferma ciò che ogni investitore dovrebbe ricordare: i costi contano più di qualsiasi altra variabile sotto il nostro controllo.

Secondo il report, i fondi a basso costo hanno maggiori probabilità di sovraperformare nel lungo periodo rispetto a quelli con commissioni elevate. Non è un caso: ogni punto percentuale di spesa in meno si traduce in un vantaggio cumulativo che nel tempo diventa enorme.

Ma cosa significa concretamente? E perché la relazione tra fee e performance è così cruciale per chi investe in fondi ed ETF?


1. Il costo come predittore di performance

Morningstar ribadisce un concetto chiave: il livello delle fee è uno dei migliori predittori della performance futura netta di un fondo.

  • Fondi con commissioni annue inferiori all’1% hanno una probabilità molto più alta di battere la media di categoria.
  • Al contrario, i fondi con costi oltre l’1,5-2% difficilmente riescono a giustificare la spesa con rendimenti superiori.

Questo non significa che un fondo a basso costo avrà sempre risultati migliori, ma che statisticamente le probabilità di successo sono più favorevoli.


2. ETF vs Fondi Attivi: il gap si allarga

Il rapporto mostra come gli ETF UCITS quotati in Europa continuino ad abbassare la media dei costi:

  • Fee medie sotto lo 0,25% annuo per i principali ETF azionari globali.
  • Alcuni ETF obbligazionari hanno spese correnti persino inferiori allo 0,10%.

I fondi attivi, pur riducendo i costi negli ultimi anni, restano più onerosi:

  • 1,2% – 1,5% annuo in media per i fondi azionari retail italiani.
  • 0,8% – 1,0% per quelli obbligazionari.

👉 Con queste differenze, la competizione non è più sulla “promessa di performance”, ma sulla capacità di giustificare il costo attraverso un reale valore aggiunto della gestione.


3. Analisi storica: quanto pesano le fee sui rendimenti netti

Immaginiamo due investitori che partono con 100.000 € e ottengono lo stesso rendimento lordo del 6% annuo per 20 anni:

  • Investitore A (ETF, costo 0,25%) → capitale finale: circa 311.000 €
  • Investitore B (Fondo attivo, costo 1,50%) → capitale finale: circa 262.000 €

La sola differenza di costo “erode” quasi 50.000 € di rendimento in 20 anni.

Questo esempio, in linea con le evidenze Morningstar, dimostra come le fee siano un vero e proprio “costo opportunità” che l’investitore paga due volte:

  1. In forma di spese correnti dirette.
  2. In termini di mancata capitalizzazione futura.

4. Il contesto italiano: ancora troppo caro

Il report evidenzia che l’Italia rimane tra i Paesi europei con i costi medi più elevati per i fondi retail.

  • I fondi italiani hanno spesso commissioni di gestione sopra la media europea.
  • Molti prodotti presentano commissioni di performance aggiuntive, che amplificano ulteriormente l’impatto negativo.
  • La pressione competitiva degli ETF sta lentamente spingendo al ribasso, ma il gap con mercati come Regno Unito o Olanda resta forte.

👉 Per l’investitore retail italiano, ciò significa che la probabilità di sottoperformare rispetto a un benchmark a basso costo è più alta se si rimane vincolati a prodotti tradizionali bancari/assicurativi.


5. Rating Morningstar e valutazione qualitativa

Oltre al dato numerico delle fee, Morningstar utilizza un sistema di rating qualitativo (Gold, Silver, Bronze).

  • Gold → fondi efficienti, con costi bassi e solidità gestionale.
  • Silver/Bronze → prodotti discreti, ma con meno certezze su costi o performance.

Il legame con la performance è chiaro: i fondi con rating più alti hanno in media costi più bassi.


Cosa porto a casa?

Tema chiaveEvidenza Morningstar 2025Impatto pratico
Costo come predittoreFee basse = maggiori probabilità di sovraperformareIl costo è un indicatore più affidabile del marketing
ETF vs Fondi attiviETF con costi <0,25% annuiVantaggio cumulativo enorme sul lungo periodo
Esempio ventennaleDifferenza di 50.000 € tra 0,25% e 1,5%I costi erodono i rendimenti più della volatilità
Mercato italianoCosti sopra la media UENecessaria selezione attenta dei prodotti
Rating MorningstarGold = fondi più efficientiStrumento utile per evitare fondi costosi

Conclusione e opinione professionale

Il Morningstar European Fund Fee Study 2025 ribadisce un principio semplice ma rivoluzionario:

I costi sono il miglior indicatore del futuro successo di un investimento.

In un mondo dove l’incertezza dei mercati è inevitabile, l’unica leva sotto controllo è la riduzione delle fee.

Come consulente finanziario indipendente, ritengo che la strategia migliore per un risparmiatore italiano sia:

  • utilizzare ETF a basso costo come architrave del portafoglio;
  • affiancare fondi attivi solo se in grado di dimostrare un valore reale oltre i costi;
  • affidarsi a una consulenza fee-only, che non abbia conflitti di interesse e metta al centro la trasparenza.

👉 Vuoi capire quanto paghi oggi di costi e come ridurli senza sacrificare la qualità? Contattami per una valutazione professionale gratuita e senza impegno! Ti consegnerò un report dettagliato e supportato da dati e non chiacchiere!

Hai dubbi sui tuoi investimenti?

Analizziamo insieme il tuo patrimonio attuale. Scopriamo inefficienze e opportunità che stai perdendo.

Post recenti

Iniziamo a costruire il tuo futuro finanziario

Sei pronto a lavorare con un consulente che mette davvero i tuoi interessi al primo posto?

Il primo incontro è conoscitivo e senza impegno. Ci prendiamo il tempo necessario per capire se possiamo lavorare bene insieme. Ti spiego come opero, tu mi racconti le tue esigenze. Nessuna pressione.