La Borsa di Tokyo e il “Takaishi trade”: cosa significa e cosa serve sapere

7 Ottobre 2025

Strada di Tokyo di notte illuminata da numerose insegne al neon con scritte giapponesi.

Introduzione

Negli ultimi mesi il Giappone è tornato protagonista sui mercati finanziari globali. La Borsa di Tokyo ha messo a segno performance rilevanti, complici la debolezza dello yen e le attese sulle nuove politiche economiche del governo. In questo contesto, noto come Takaishi trade: la corsa della Borsa Tokyo e la svalutazione dello yen, è nato il termine “Takaishi trade”, analizzato anche dal podcast Market Mover de Il Sole 24 Ore (ascolta qui).

Ma di cosa si tratta davvero e che implicazioni può avere per un investitore europeo o italiano? In questo articolo cerco di fare chiarezza e di darti la mia opinione professionale. Inoltre, esploriamo ulteriormente il Takaishi trade e la svalutazione dello yen per comprendere tutte le sue sfaccettature. La stessa dinamica si colloca perfettamente nel concetto di Takaishi trade: la corsa della Borsa Tokyo e la svalutazione dello yen.


Cos’è il “Takaishi trade”?

Con “Takaishi trade” si indica una strategia che combina due fattori chiave:

  1. Rialzo della Borsa di Tokyo trainato dalle aziende esportatrici.
  2. Indebolimento dello yen, che rende più competitivi i prodotti giapponesi all’estero e accresce i profitti convertiti in valuta locale.

In altre parole, è una scommessa sull’effetto combinato tra mercato azionario giapponese e tasso di cambio. Come vedete, tale dinamica è essenziale per la corsa della Borsa Tokyo nel contesto del Takaishi trade.


I driver principali

Politica economica

Il nuovo governo giapponese si è mostrato favorevole a misure di stimolo che ricordano le vecchie Abenomics. Più spesa pubblica e sostegno alla liquidità possono alimentare la crescita interna e dare fiducia agli investitori.

Yen debole

La valuta giapponese ha perso terreno rispetto al dollaro e all’euro. Per molte aziende esportatrici, questo significa margini più alti e competitività sui mercati globali. Questo è un fattore cruciale per la strategia del Takaishi trade: la corsa della Borsa Tokyo e la svalutazione dello yen.

Contesto globale

Gli investitori guardano al Giappone come alternativa all’Europa e come diversificazione rispetto agli Stati Uniti. In un mondo di mercati sempre più correlati, Tokyo può rappresentare una pedina interessante, influenzata da fattori come la svalutazione dello yen che caratterizza proprio il Takaishi trade: la corsa della Borsa Tokyo.


Il ruolo del carry trade sullo yen

Per capire meglio la dinamica dietro il “Takaishi trade”, è utile richiamare anche il concetto di carry trade.

Il Giappone da anni mantiene tassi d’interesse molto bassi, spesso vicini allo zero. Questo rende lo yen una valuta “di finanziamento”: molti investitori internazionali prendono in prestito yen a basso costo e li reinvestono in attività a più alto rendimento all’estero (azioni, obbligazioni o valute con tassi più alti).

Quando lo yen si indebolisce, il carry trade diventa ancora più interessante, perché chi ha preso a prestito yen e ha investito in dollari, euro o valute emergenti ottiene un doppio beneficio: rendimento dall’attività sottostante + guadagno sul cambio.

Tuttavia, questo meccanismo amplifica anche i rischi: se improvvisamente lo yen si rafforza, i flussi si invertono e i mercati globali possono subire scosse improvvise. È un aspetto che ogni investitore deve considerare nel contesto della complessità del Takaishi trade.

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I rischi da non sottovalutare

  • Cambio improvviso di trend dello yen: se la valuta dovesse rafforzarsi, l’intera strategia perderebbe slancio.
  • Dipendenza dalla politica: senza stimoli economici, il rally potrebbe sgonfiarsi.
  • Volatilità elevata: trattandosi di una strategia speculativa, non è adatta a tutti i profili di rischio.

Opportunità per l’investitore italiano

  • Diversificazione geografica: inserire una quota in Giappone può riequilibrare un portafoglio troppo concentrato su Europa o USA.
  • ETF e fondi: strumenti efficienti per esporsi al mercato nipponico, con o senza copertura valutaria.
  • Approccio satellite: il “Takaishi trade” o il carry trade hanno senso solo come posizioni marginali, non come cuore di un portafoglio di lungo termine. Questo approccio si adatta a chi è consapevole dei rischi legati alla correlazione tra svalutazione dello yen e Borsa di Tokyo, specificatamente nel contesto del Takaishi trade: la corsa della Borsa Tokyo e la svalutazione dello yen.

Cosa porto a casa?

Il “Takaishi trade” è affascinante, ma va trattato con cautela. Personalmente lo vedo come una scommessa tattica: utile per cavalcare trend di breve/medio termine, ma non come investimento strutturale.

Il legame con il carry trade sullo yen dimostra quanto la politica monetaria giapponese influenzi non solo Tokyo, ma anche i mercati globali. Per questo, in un portafoglio ben bilanciato, dedicherei solo una piccola parte a strategie come queste, privilegiando invece la diversificazione globale e la gestione del rischio.


Approfondimento, podcast del 7 ottobre 2025 MarketMover de “il sole 24 ore”


Se vuoi capire come integrare opportunità come il “Takaishi trade” o strategie globali più strutturate nel tuo portafoglio, contattami: insieme valuteremo le soluzioni più adatte al tuo profilo di rischio. Inoltre, la nuova corso della Borsa Tokyo, influenzata dalla svalutazione dello yen, può offrire nuove prospettive. In particolare, il Takaishi trade: la corsa della Borsa Tokyo e la svalutazione dello yen potrebbe rivelarsi un’opportunità da esplorare ulteriormente.

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