Cosa succede davvero quando aumentano i dazi? L’analisi di 150 anni di dati economici smentisce molte certezze

21 Novembre 2025

Un agente della polizia di frontiera statunitense con espressione severa alza la mano in segno di stop davanti al confine USA-Messico, con il muro e filo spinato sullo sfondo.

Cosa succede davvero quando aumentano i dazi? L’analisi di 150 anni di dati economici smentisce molte certezze

I dazi tornano ciclicamente al centro del dibattito politico-economico. L’idea più diffusa è semplice: aumentare i dazi fa salire i prezzi, protegge l’industria nazionale e sostiene l’occupazione. Ma è davvero così?

Un nuovo working paper della Federal Reserve Bank di San Francisco, “What Is a Tariff Shock? Insights from 150 years of Tariff Policy”, analizza un secolo e mezzo di politiche tariffarie in Stati Uniti, Regno Unito e Francia, arrivando a conclusioni controintuitive ma solidamente basate sui dati storici.

I risultati principali: i dazi riducono l’inflazione e aumentano la disoccupazione

Lo studio mostra in modo coerente e robusto che:

  • Quando i dazi aumentano, l’inflazione scende. Non sale, come si tende a credere.
  • La disoccupazione aumenta, segnale di un indebolimento dell’attività economica complessiva.
  • Gli effetti si osservano in ogni epoca e in ogni Paese analizzato: Stati Uniti (1870–2020), Francia (1850–1913) e Regno Unito (1850–1913).

Che si tratti della grande protezione di fine ’800, dei dazi del 1930, delle tariffe Trump del 2018 o degli shock commerciali post-2025, le dinamiche macroeconomiche sono sorprendentemente simili.

Perché i dazi abbassano l’inflazione? Il ruolo della domanda

Secondo la narrativa comune, l’aumento dei dazi è uno shock di offerta: beni importati più costosi → costi di produzione più alti → prezzi finali in aumento. Ma i dati storici mostrano il contrario.

Effetto incertezza

L’aumento dei dazi genera incertezza macroeconomica, come evidenziato dall’aumento della volatilità dei mercati azionari. Consumatori e imprese rinviano spesa e investimenti → domanda aggregata in calo → inflazione più bassa.

Effetto ricchezza

Il paper evidenzia un calo dei prezzi delle azioni in seguito a shock tariffari. Il minor valore del patrimonio finanziario riduce consumi e investimenti → economia più debole → meno pressioni sui prezzi.

Come è stato condotto lo studio? Un approccio unico alla storia economica

Gli autori utilizzano due strategie complementari, arrivando agli stessi risultati:

1. Analisi narrativa degli shock tariffari

Vengono isolate grandi modifiche tariffarie avvenute per ragioni politiche o a lungo termine, non per reagire al ciclo economico. Esempi storici:

  • McKinley Tariff (1890)
  • Fordney–McCumber (1922)
  • GATT rounds (1947–1994)
  • Tariffe Trump (2018)

2. Analisi statistica OLS su 150 anni di dati macro

Storicamente Repubblicani e Democratici hanno avuto posizioni opposte sui dazi, reagendo alla stessa situazione economica con politiche tariffarie contraddittorie. Ne consegue che i cambiamenti nei dazi sono quasi casuali rispetto al ciclo e permettono di misurare con buona attendibilità gli effetti causali.

Fatti vs Chiacchiere: la tabella definitiva sui dazi

Chiacchiere comuni Fatti basati su 150 anni di dati
“I dazi proteggono l’occupazione.” Falso: la disoccupazione aumenta dopo un rialzo dei dazi.
“I dazi fanno salire l’inflazione.” Falso: l’inflazione scende nel breve periodo.
“L’effetto dipende dal presidente o dal partito.” Falso: il risultato è stabile nel tempo, indipendente dal colore politico.
“I dazi stimolano la produzione interna.” Non supportato dai dati: l’attività economica aggregata scende.
“I dazi aiutano la Borsa.” Falso: i prezzi azionari diminuiscono e la volatilità sale.
“Solo gli USA reagiscono così.” Falso: Francia e UK mostrano lo stesso pattern.

Cosa significa per investitori e politica economica

Per i policymaker

I dazi devono essere interpretati come shock di domanda, non di offerta. Le banche centrali devono aspettarsi più rischio recessivo e meno pressione sui prezzi.

Per gli investitori

Storicamente, rialzi tariffari implicano maggior volatilità, possibile debolezza azionaria e un quadro “risk-off”.

Per le imprese

Le aziende inserite in filiere globali devono prepararsi a domanda più incerta e minore visibilità su costi e pricing.

Conclusione

Il lavoro della Federal Reserve Bank di San Francisco ribalta molti luoghi comuni: aumentare i dazi non stimola l’economia, non protegge l’occupazione e non aumenta l’inflazione.

Accade l’esatto opposto: inflazione più bassa, attività economica più debole, disoccupazione più alta e mercati più volatili.

FAQ sui dazi

I dazi fanno aumentare o diminuire l’inflazione?

I dati storici indicano che l’inflazione diminuisce dopo un aumento dei dazi, perché cala la domanda aggregata.

Gli aumenti dei dazi creano occupazione?

No. Storicamente, gli shock tariffari sono associati a maggiore disoccupazione.

Gli effetti dei dazi sono diversi oggi rispetto al passato?

No. Le reazioni macroeconomiche sono simili in tutte le epoche analizzate.

Gli Stati Uniti reagiscono in modo diverso rispetto all’Europa?

No. Francia e Regno Unito mostrano risposte molto simili agli USA.

Il tuo portafoglio è preparato a dazi, volatilità e shock globali?

Gli shock tariffari possono aumentare l’incertezza, ridurre la domanda e aumentare la volatilità dei mercati. Per questo è importante verificare se il tuo portafoglio è davvero robusto, diversificato e pronto a scenari di stress.

Con un’analisi professionale e indipendente esaminiamo rischi, costi, correlazioni e vulnerabilità del tuo portafoglio, identificando eventuali aree critiche e possibili soluzioni per aumentare la resilienza anche in un contesto di instabilità globale.

Un confronto basato sui dati per rendere il tuo portafoglio più solido contro dazi, shock internazionali e cicli di volatilità sempre più intensi.

Fonti:

What Is a Tariff Shock? Insights from 150 years of Tariff Policy – Federal Reserve Bank
of San Francisco

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