Non è solo una questione di eredità. È proteggere quello che hai costruito in una vita di lavoro. È fare in modo che i tuoi figli non si trovino a pagare tasse evitabili o a litigare per questioni che potevi risolvere prima. È tutelare un familiare fragile che non potrà badare a se stesso. È garantire che l’azienda di famiglia continui anche quando tu non ci sarai più.
Ma c’è un problema: la maggior parte delle persone non fa niente fino a quando non è troppo tardi. E a quel punto le opzioni sono limitate, i costi fiscali altissimi, i conflitti familiari inevitabili.
E poi ci sono quelli che “si sono informati da soli su internet”, hanno letto qualcosa sui trust o sulle donazioni, e pensano di aver capito come funziona. Ma la pianificazione successoria è uno degli ambiti più complessi della consulenza patrimoniale: incrocia diritto civile, fiscalità, strumenti finanziari, dinamiche familiari. Un errore può costare decine di migliaia di euro agli eredi.
Lavoro su questo tema con un approccio che mette al centro la tua situazione familiare specifica, non schemi pre-confezionati copiati da un manuale.Lavoro diversamente. Nessun budget da raggiungere, nessun prodotto da piazzare. Il mio compenso è una fee trasparente che remunera la consulenza, non le vendite. Questo significa consigli imparziali, sempre.
1.
Cosa possiedi? Immobili, azienda, investimenti finanziari, liquidità. Chi sono gli eredi? Quanti figli hai? Ci sono soggetti fragili da tutelare? Situazioni familiari complesse?
Serve una fotografia completa e onesta della situazione. Senza questo punto di partenza, qualsiasi strategia è costruita sulla sabbia. E serve anche capire quali sono le tue preoccupazioni reali, non quelle teoriche.
2.
Simulo cosa accadrebbe in caso di successione senza pianificazione. Quanto pagherebbero gli eredi di tasse? Come verrebbe diviso il patrimonio secondo la legge? Quali conflitti potrebbero nascere?
Spesso questa fase è illuminante. Ti accorgi che l’imposta di successione può erodere una fetta enorme del patrimonio. Che la legge divide i beni in modo che non avresti mai voluto. Che un figlio potrebbe trovarsi a gestire quote di un’azienda senza averne le competenze.
3.
Donazioni con riserva di usufrutto, polizze assicurative, trust, fondi patrimoniali, patti di famiglia per l’azienda, testamento con clausole specifiche. Ogni strumento ha pro e contro.
Non esiste una soluzione standard. C’è chi deve proteggere un figlio disabile, chi deve evitare che l’azienda venga smembrata, chi ha seconde nozze e vuole tutelare sia i figli del primo matrimonio che il nuovo coniuge. Ogni famiglia è un mondo.
Lavoro sempre con commercialisti e notai di fiducia per costruire strategie che reggano sotto il profilo legale e fiscale.
4.
La pianificazione successoria non è un documento che firmi e metti nel cassetto. La vita cambia: nascono nipoti, si modificano patrimoni, cambiano leggi fiscali.
Rivediamo la strategia periodicamente e quando succedono eventi significativi: vendita di un immobile, ingresso di un figlio in azienda, cambiamenti normativi che impattano sulla fiscalità. Resto al tuo fianco nel tempo.
La pianificazione successoria non è solo tecnica fiscale. È gestire relazioni familiari complesse, aspettative diverse, paure non dette. Ho visto situazioni delicate: seconde nozze, figli con esigenze speciali, aziende da tramandare. Serve sensibilità, non solo competenza.
Faccio parte di BNI Quasar 2.0, collaboro con commercialisti, notai e avvocati di fiducia in provincia di Sondrio. La pianificazione successoria richiede competenze multidisciplinari. Non posso fare tutto da solo, serve una squadra affiatata.
Ho seguito casi di protezione patrimoniale per persone con disabilità, anziani non autosufficienti, situazioni di fragilità. Serve costruire strutture che garantiscano assistenza economica per decenni, senza lasciare spazio a incertezze o abusi.
16 anni in banca, 4 come direttore di agenzia. Ho visto passaggi generazionali andare bene e andare male. Ho visto aziende sane distrutte da successioni mal pianificate. So cosa può andare storto e come evitarlo.
Il passaggio generazionale tocca temi personali e sensibili: rapporti familiari, paure, conflitti latenti. Tutto quello che ci diciamo resta tra noi. Nessun giudizio, solo comprensione e soluzioni concrete.
No, è quasi sempre troppo tardi quando si pensa sia il momento giusto. La pianificazione successoria richiede tempo per essere fatta bene. Se aspetti che ci sia un’urgenza medica o familiare, le opzioni sono limitate e i costi altissimi. Prima inizi, più margine hai.
Capita spesso. I figli non vogliono sembrare “interessati all’eredità”. Ma la pianificazione non è per loro, è per te: per avere la certezza che le tue volontà vengano rispettate. Possiamo gestire questo confronto insieme, in modo costruttivo.
Dipende da come le strutturi. Una donazione fatta male può creare più problemi di quanti ne risolva. Ma una donazione con riserva di usufrutto, ad esempio, ti permette di trasferire la proprietà mantenendo il godimento del bene. Serve conoscere gli strumenti.
I trust hanno costi di costituzione e gestione significativi, per questo hanno senso solo per patrimoni complessi o situazioni particolari (tutela soggetti fragili, protezione da creditori, successioni internazionali). Non è uno strumento per tutti, serve valutare caso per caso.
Tecnicamente sì, ma è rischioso. Un testamento fatto male può essere impugnato, invalidato o interpretato in modi che non avresti voluto. Meglio farlo con un notaio e un consulente che ti aiuti a strutturare le clausole nel modo giusto.
Esistono strumenti specifici: trust, vincoli di destinazione, amministrazione di sostegno. L’obiettivo è garantire assistenza economica per tutta la vita, nominare gestori di fiducia, proteggere il patrimonio da eventuali abusi. Serve una strategia su misura.
Il passaggio generazionale aziendale è ancora più complesso. Serve decidere chi guiderà l’azienda, come dividere le quote, come evitare conflitti tra eredi che lavorano in azienda e quelli che non ci lavorano. I patti di famiglia sono uno strumento potente, ma vanno costruiti bene.
La risposta è sì, la pianificazione successoria non è un argomento piacevole, lo so. Ma è uno dei gesti d’amore più grandi che puoi fare verso la tua famiglia.
Significa non lasciare i tuoi cari a litigare per questioni che potevi risolvere prima. Significa non far pagare loro tasse evitabili. Significa proteggere chi non può badare a se stesso. Significa garantire che l’azienda che hai costruito continui anche senza di te.
Il primo incontro è conoscitivo e riservato. Parliamo della tua situazione familiare, vediamo quali sono le tue preoccupazioni, capiamo se ha senso costruire una strategia. Nessuna pressione, solo ascolto.
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