Diciamocelo: nessuno vuole pensare alla pensione quando ha 35 o 40 anni. Sembra lontanissima, ci sono mille altre priorità più urgenti. E poi c’è quella vocina che dice “ma tanto l’INPS ci penserà, no?”
No. Non ci penserà.
O meglio, ci sarà una pensione pubblica, ma sarà molto più bassa di quello che guadagni oggi. Se oggi porti a casa 3.000 euro al mese, non aspettarti di prenderne 3.000 quando andrai in pensione. Aspettati molto meno. E il gap lo devi colmare tu, non lo Stato.
Ma c’è un problema più grande della pensione: cosa succede se domani non puoi più lavorare? Un incidente, una malattia grave, un’invalidità permanente. La tua famiglia come va avanti? Il mutuo chi lo paga? I figli chi li mantiene agli studi?
La maggior parte delle persone non ha risposta a queste domande. Perché non ci pensa. Perché “a me non succederà”. Fino a quando succede, e a quel punto è troppo tardi per proteggersi.
Ma non sanno nemmeno cosa copre davvero, quanto costa effettivamente, se è ancora adeguata alla loro situazione attuale. L’hanno firmata e messa nel cassetto, sperando di non doverla mai usare.
La previdenza e la protezione non sono argomenti sexy. Ma sono le fondamenta della tua serenità futura. E le fondamenta si costruiscono prima, non quando la casa sta già crollando.
Non vendo polizze a pacchetto. Costruisco reti di protezione su misura per la tua situazione familiare e lavorativa specifica.
1.
Hai figli piccoli? Un mutuo da pagare? Sei l’unico che porta reddito in famiglia? Lavori come libero professionista senza ammortizzatori sociali? Hai genitori anziani a carico?
Ogni situazione ha vulnerabilità specifiche. C’è chi può permettersi di rischiare di più, chi proprio no. Serve capire dove sei esposto e quanto. Non possiamo proteggere tutto, ma possiamo proteggere le cose importanti.
2.
La pensione pubblica non basterà. Quanto ti manca? Lo calcoliamo con simulazioni realistiche, non con promesse da televendita. Poi costruiamo una strategia previdenziale integrativa.
Fondi pensione aperti, PIP, piani individuali: ogni strumento ha caratteristiche diverse. Alcuni sono più efficienti fiscalmente, altri più flessibili, altri più costosi. Non esiste “il fondo pensione migliore in assoluto”, esiste quello più adatto a te in questo momento della tua vita.
E qui serve essere chiari: i fondi pensione hanno vantaggi fiscali importanti (deducibilità dei versamenti, tassazione agevolata delle prestazioni), ma hanno anche vincoli di lungo termine. Non puoi prenderli quando vuoi. Serve capire se sei pronto a vincolare quei soldi.
3.
Polizze vita caso morte per proteggere la famiglia. Coperture invalidità permanente per garantire un reddito se non puoi più lavorare. Polizze malattia grave per avere liquidità immediata in caso di diagnosi serie.
La domanda non è “serve assicurarsi?”. La domanda è “quanto serve assicurarsi e come?”. Perché puoi spendere migliaia di euro all’anno in polizze sovradimensionate che non ti servono, o sottovalutare rischi che dovresti coprire.
Analizziamo ogni polizza nel dettaglio: cosa copre davvero, cosa esclude, quanto costa in rapporto ai benefici, come funziona in caso di sinistro. Niente clausole nascoste scoperte quando è troppo tardi.
4.
Hai avuto un figlio? È cambiato il tuo reddito? Hai chiuso il mutuo? Sei passato da dipendente a libero professionista? La protezione deve adattarsi alla tua vita, non restare congelata per 20 anni.
Rivediamo periodicamente le coperture e la strategia previdenziale. A volte serve aumentare le protezioni, a volte si possono ridurre. L’importante è che siano sempre calibrate su quello che hai davvero bisogno di proteggere oggi.
Non lavoro per compagnie assicurative. Non ho obiettivi di vendita su prodotti specifici. Analizzo la tua situazione e ti dico di cosa hai davvero bisogno, non cosa mi conviene venderti. A volte la risposta è "non ti serve assicurarti per questo".
Quanto ti servirà davvero per integrare la pensione pubblica? Lo calcoliamo con simulazioni realistiche. Quanto capitale serve per proteggere la famiglia in caso di decesso? Lo determiniamo in base a mutuo, spese, anni di autonomia necessari. Numeri, non sensazioni.
Le polizze assicurative sono scritte in un linguaggio incomprensibile. Clausole, esclusioni, franchigie, massimali. Ti spiego in italiano cosa significa ogni punto, cosa è coperto e soprattutto cosa NON è coperto. Perché le brutte sorprese arrivano quando fai il sinistro.
La previdenza e la protezione non sono "firma e dimentica". La vita cambia, le esigenze cambiano. Resto al tuo fianco per revisioni periodiche, aggiornamenti quando nascono figli o cambia il lavoro, ottimizzazioni quando cambiano normative fiscali.
Non sono un improvvisato. Sono regolarmente iscritto al RUI con numero E000669822, sotto vigilanza IVASS. Requisiti di professionalità, onorabilità e aggiornamento continuo certificati. Quando ti consiglio una polizza, lo faccio con competenze verificate.
Prima inizi, meglio è. Il tempo è l’alleato più potente della previdenza complementare. Se inizi a 30 anni versando 200 euro al mese, accumuli molto di più che iniziando a 45 anni versando 400 euro al mese. La magia dell’interesse composto funziona così.
Dipende dal gap che devi colmare. Se la tua pensione pubblica sarà il 40% dell’ultimo stipendio e vuoi mantenere il 70% del tenore di vita, devi accumulare capitale per coprire quel 30%. Facciamo simulazioni concrete con i tuoi numeri, non con esempi da manuale.
Dipende da cosa devi proteggere. Se hai un mutuo da 200.000 euro, tre figli piccoli e sei l’unico che lavora, sì, vale la pena. Se sei single senza persone a carico e senza debiti, forse no. Non è il costo in assoluto, è il rapporto tra costo e rischio coperto.
Forse sì, forse no. Molte polizze abbinate ai mutui coprono solo il debito residuo, non proteggono la famiglia oltre a quello. E spesso hanno coperture limitate o esclusioni importanti. Serve analizzare cosa hai davvero e se è sufficiente per la tua situazione.
Dipende dal contratto. Alcune coprono solo invalidità da infortunio, altre anche da malattia. Alcune liquidano solo se l’invalidità è al 100%, altre anche per percentuali inferiori. Le differenze sono enormi. E scoprirle quando hai bisogno della copertura è troppo tardi.
I fondi negoziali (quelli aziendali) spesso hanno contributi aggiuntivi del datore di lavoro, ed è un vantaggio enorme. Ma vanno confrontati anche su costi, performance, flessibilità. Non c’è una risposta automatica, serve analizzare i due strumenti nel dettaglio.
Solo in casi specifici: acquisto prima casa, spese sanitarie straordinarie, cassa integrazione, disoccupazione. Non puoi prenderli quando vuoi. Questo è un vincolo importante da conoscere prima di versare. La previdenza complementare è un impegno di lungo termine.
La risposta è sì, la previdenza e la protezione sono gli argomenti meno entusiasmanti del mondo, lo so. Ma sono anche i più importanti quando si tratta di garantire serenità a te e alla tua famiglia.
Non serve fare tutto subito. Non serve spendere cifre folli in polizze che coprono ogni possibile evenienza dell’universo. Serve fare le cose giuste, al momento giusto, nelle quantità giuste.
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