Sei un frontaliere. Ogni giorno passi il confine per andare a lavorare. Guadagni in franchi, vivi in Italia, paghi tasse in due Paesi, hai una previdenza svizzera che funziona diversamente da quella italiana, e nessuno ti ha mai spiegato come mettere insieme tutti i pezzi.
Vai in banca in Italia e ti dicono “non ci occupiamo di queste cose, è troppo complicato”. Chiedi al datore di lavoro svizzero e ti rimandano a consulenti laggiù che non conoscono la fiscalità italiana. Ti ritrovi nel mezzo, a cercare di capire da solo.
E le domande sono tante. Il secondo pilastro conviene riscuoterlo o lasciarlo in Svizzera? Come funziona la tassazione delle prestazioni pensionistiche svizzere in Italia? Ha senso aprire un terzo pilastro? E per gli investimenti, dove li faccio, come li dichiaro, quanto pago di tasse?
La maggior parte dei frontalieri naviga a vista. Prende decisioni importanti senza avere il quadro completo. E spesso se ne accorge troppo tardi, quando ha già fatto scelte che non può più correggere.
E poi ci sono quelli che “si sono informati da soli su internet”, hanno letto qualcosa sui trust o sulle donazioni, e pensano di aver capito come funziona. Ma la pianificazione successoria è uno degli ambiti più complessi della consulenza patrimoniale: incrocia diritto civile, fiscalità, strumenti finanziari, dinamiche familiari. Un errore può costare decine di migliaia di euro agli eredi.
Non improvviso. Conosco la situazione specifica di chi vive in Valtellina e lavora oltre confine. So quali sono i problemi veri, non quelli teorici dei manuali.
1.
Quanti anni hai? Quanto ti manca alla pensione? Hai già maturato contributi in Svizzera? Hai posizioni previdenziali aperte in Italia? Famiglia, figli, progetti futuri?
Serve capire la tua situazione completa. Perché ogni frontaliere è diverso: c’è chi ha iniziato a 25 anni e lavorerà in Svizzera per tutta la vita, c’è chi ci va a 45 anni e tra 10 anni torna in Italia. Le strategie sono completamente diverse.
2.
Il primo pilastro (AVS) è obbligatorio, il secondo pilastro (LPP) accumula capitale per la pensione. Ma cosa fai quando vai in pensione? Rendita o capitale? Se prendi il capitale, come lo investi? Come viene tassato in Italia?
E il terzo pilastro (3a e 3b)? Ha senso aprirlo? Quanto versi? Come funziona la deducibilità fiscale? Sono domande che devi porti prima, non quando hai già 64 anni e devi decidere in fretta.
Simulo scenari diversi con numeri reali, non chiacchiere generiche.
3.
Lavori in Svizzera, paghi tasse lì. Vivi in Italia, dichiari qui. La convenzione contro le doppie imposizioni ti protegge, ma devi sapere come funziona. Altrimenti rischi di pagare due volte o di dimenticare redditi che vanno dichiarati.
E quando riscuoti il secondo pilastro? L’Italia lo tassa come reddito, ma puoi ottimizzare il prelievo fiscale se pianifichi bene. C’è differenza tra prendere tutto in un anno o spalmare su più anni. Può essere una differenza di decine di migliaia di euro.
4.
Guadagni in franchi ma vivi in euro. Hai esposizione valutaria che devi gestire. Hai liquidità che si accumula sul conto svizzero e non sai dove metterla. Hai un orizzonte temporale specifico legato alla pensione.
Costruiamo un portafoglio diversificato che tiene conto della tua doppia esposizione Italia-Svizzera, che ottimizza la fiscalità su entrambi i fronti, che gestisce il rischio cambio. Non è un portafoglio standard, è pensato per chi lavora oltre confine.
Sono in Valtellina dal 2004. Conosco decine di frontalieri, ho visto situazioni di tutti i tipi. So quali sono i problemi reali di chi fa avanti e indietro ogni giorno, non le teorie dei manuali scritti da chi non ha mai messo piede al confine.
La consulenza per frontalieri è un ambito di nicchia. Serve conoscere la previdenza svizzera, la fiscalità transfrontaliera, le convenzioni bilaterali. Non puoi improvvisare. Ho studiato questi temi in modo approfondito proprio perché lavoro con chi passa il confine.
Capisco come funziona sia il sistema italiano che quello svizzero. So tradurre dall'uno all'altro. Quando ti spiegano qualcosa in Svizzera usando termini che non conosci, posso aiutarti a capire cosa significa davvero per te che vivi in Italia.
La fiscalità transfrontaliera è complessa. Lavoro con commercialisti che si occupano specificamente di frontalieri, non generalisti che fanno un po' di tutto. Quando serve un'ottimizzazione fiscale particolare, ti indirizzo verso chi può aiutarti davvero.
So che torni dal lavoro tardi. So che il sabato mattina è spesso l'unico momento libero. Sono flessibile sugli orari di incontro. Possiamo vederci a Bormio, online, o anche a domicilio se preferisci. L'importante è che tu abbia le risposte che ti servono.
Dipende da tantissimi fattori: età, stato di salute, situazione familiare, capacità di gestire un capitale importante, tassazione in Italia al momento del riscatto. Non c’è una risposta giusta per tutti. C’è la risposta giusta per te, e la troviamo analizzando la tua situazione specifica.
Il terzo pilastro 3a ha vantaggi fiscali in Svizzera (deducibilità dei versamenti), ma va valutato nel complesso. Quanto versi? Quanto ti manca alla pensione? Hai già abbastanza nel secondo pilastro? A volte ha senso, a volte è meglio investire quei soldi diversamente. Dipende.
Molti frontalieri hanno il conto stipendio in Svizzera e fanno bonifici periodici in Italia. Ma ogni bonifico ha costi di cambio che si mangiano soldi. Esistono soluzioni più efficienti: conti multivaluta, carte che permettono pagamenti in franchi ed euro, strategie per ottimizzare il cambio. Serve pianificare.
Sempre. Anche se paghi le tasse in Svizzera (ritenute alla fonte), devi dichiarare quei redditi in Italia. La convenzione contro le doppie imposizioni fa sì che non paghi due volte, ma l’obbligo dichiarativo rimane. E ci sono altre cose da dichiarare: conti esteri, patrimoni oltre confine.
Se hai lavorato in Svizzera per anni e poi torni in Italia prima della pensione, il secondo pilastro rimane bloccato fino all’età pensionabile (salvo eccezioni). La previdenza italiana e quella svizzera non si sommano automaticamente. Serve capire come coordinare i due sistemi.
Dipende. Investire in Svizzera ha vantaggi (stabilità, franchi, accesso a prodotti diversi) ma anche svantaggi (tassazione italiana su rendimenti esteri, complessità dichiarative). Investire in Italia è più semplice fiscalmente ma hai esposizione solo euro. La strategia giusta dipende dalla tua situazione.
Sì. Non solo frontalieri classici che vanno ogni giorno. Anche chi lavora in Svizzera a progetto, stagionalmente, o con contratti particolari. Ogni situazione ha peculiarità fiscali e previdenziali. L’importante è capire esattamente il tuo contratto e come impatta su previdenza e tassazione.
La risposta è sì, forse hai un secondo pilastro che si sta accumulando e non sai cosa farai quando andrai in pensione. Forse hai un conto svizzero con liquidità ferma e vorresti investirla ma non sai come. Forse paghi un commercialista che ti fa la dichiarazione ma non ti dà strategie per ottimizzare.
O forse semplicemente vorresti parlare con qualcuno che conosce la tua realtà. Che sa cosa significa svegliarsi alle 5 del mattino per andare a lavorare oltre confine. Che capisce le tue preoccupazioni senza che tu debba spiegare tutto da capo.
Il primo incontro è conoscitivo. Parliamo della tua situazione, vediamo dove sei e dove vuoi arrivare. Nessun impegno, solo chiarezza.
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