Ti è mai capitato di guardare il tuo estratto conto investimenti e chiederti: ma quanto sto pagando davvero?
Succede spesso. Vai in banca, ti propongono una gestione patrimoniale “personalizzata“. Ti parlano di diversificazione, di fondi selezionati, di strategie su misura. Firmi, ti sembra tutto ragionevole. Poi passa qualche anno e ti accorgi che i rendimenti non sono quelli che ti aspettavi.
Il problema non è sempre la performance dei mercati. Spesso è quello che si mangia le commissioni. Costi di ingresso, commissioni di gestione annuali, commissioni di performance, spese di consulenza che si sommano. Alla fine, una fetta consistente dei tuoi guadagni finisce altrove.
Ma c’è un’altra cosa che succede, e questa è più sottile. Le telefonate che arrivano sempre a fine trimestre con “opportunità da cogliere subito”. Prodotti che “stanno andando molto bene”. Proposte che casualmente coincidono con le scadenze commerciali della banca.
Non è colpa del singolo consulente. È il sistema che funziona così: obiettivi trimestrali, incentivi sui prodotti collocati, pressione commerciale costante. Il conflitto di interesse è strutturale, non personale.
Lavoro diversamente. Nessun budget da raggiungere, nessun prodotto da piazzare. Il mio compenso è una fee trasparente che remunera la consulenza, non le vendite. Questo significa consigli imparziali, sempre.
1.
Quali sono i tuoi obiettivi reali? Stai costruendo un capitale per la pensione? Serve un fondo per l’istruzione dei figli? Devi proteggere un patrimonio già consolidato?
Ogni persona ha una situazione unica. Definisco la tua tolleranza al rischio effettiva, non quella teorica. Perché dire “accetto volatilità” è diverso dal vedere il portafoglio scendere del 20% e non dormire la notte.
2.
Se hai investimenti esistenti, li analizziamo insieme. Quanto paghi di costi? Il portafoglio è davvero diversificato? Ci sono duplicazioni inutili?
Spesso questa fase fa risparmiare migliaia di euro all’anno. L’altro giorno ho analizzato un portafoglio con 4 fondi azionari Europa, tutti con TER sopra il 2%. Essenzialmente la stessa esposizione replicata 4 volte. Abbiamo riorganizzato tutto con costi ridotti del 70%.
3.
ETF, fondi quando hanno senso, obbligazioni, titoli di stato, azioni estere, gestioni patrimoniali se la complessità lo richiede.
La mia filosofia: massima efficienza fiscale, massima diversificazione, minimi costi. Detesto i portafogli con 15-20 strumenti solo per far vedere “tanto lavoro”. Un buon portafoglio può essere costruito con 5-8 strumenti ben scelti.
Ti presento sempre le alternative, i pro e contro, i costi. Decidi tu, con piena consapevolezza.
4.
Report periodici, aggiornamenti quando serve, revisioni strategiche quando cambia la tua vita o i mercati. Disponibile sempre: a Bormio, online, a domicilio in Valtellina.
Il ribilanciamento non lo faccio meccanicamente ogni 6 mesi “perché si deve fare”. Lo faccio quando ha senso, considerando anche l’impatto fiscale. Vendere qualcosa con plusvalenze significa pagare tasse. A volte conviene, a volte no.
4 anni come direttore di agenzia in Credito Valtellinese. Conosco i meccanismi di incentivazione commerciale, le logiche di budget, la pressione sui consulenti. Ho visto il conflitto di interesse dall'interno, per questo ne sono uscito.
EFPA European Financial Advisor (EFA) e EFPA ESG Advisor. Esami rigorosi superati, aggiornamento annuale obbligatorio, curriculum formativo pubblico sul registro EFPA Italia. La gestione patrimoniale è complessa, non si improvvisa.
In Valtellina dal 2004, stessa rete dal 2020. Non sono qui per le Olimpiadi o mode passeggere. Tra 10 anni sarò ancora qui. Non dovrai ricominciare da zero con un nuovo consulente.
Faccio parte di BNI Quasar 2.0. Se serve un commercialista per ottimizzare la fiscalità o un notaio per il passaggio generazionale, ti indirizzo verso professionisti di fiducia. La gestione patrimoniale seria richiede competenze multidisciplinari.
Pubblico articoli sul mio blog, spiego come funzionano gli investimenti, analizzo costi e inefficienze. Tutto pubblico, verificabile. Quando lavoriamo insieme hai accesso a tutti i dati: costi effettivi, performance nette, confronto con benchmark.
No, non serve. Possiamo lavorare sulla gestione del tuo patrimonio mantenendo i tuoi rapporti bancari esistenti. In alcuni casi può avere senso valutare piattaforme più evolute con costi inferiori, ma è una scelta che facciamo insieme.
Il compenso viene concordato in modo trasparente: può essere una fee fissa annuale, una percentuale sul patrimonio, o una combinazione. Prima di partire sai esattamente quanto spenderai. Spesso il risparmio sui costi degli strumenti supera il costo della consulenza.
Perché ogni situazione è diversa. C’è chi ha 35 anni e può accettare volatilità, chi ha 60 e deve proteggere il patrimonio. Chi ha entrate regolari, chi irregolari. I portafogli pre-confezionati non funzionano. Serve costruire su misura.
I mercati scendono, è inevitabile. La gestione seria si basa sulla diversificazione e portafogli calibrati sul tuo profilo di rischio. Se hai 30 anni una discesa è un’opportunità. Se ne hai 65 la strategia deve essere diversa. Lavoro anche sulla componente psicologica, non solo tecnica.
Dipende dai tuoi obiettivi. Se investi per la pensione fra 20 anni, i risultati sono di lungo periodo. Ma l’ottimizzazione dei costi produce risultati immediati: se passi dal 2,5% allo 0,5% di costi, risparmi il 2% ogni anno da subito.
La consulenza è più ampia: include previdenza, protezione, successione, fiscalità. La gestione patrimoniale è focalizzata sul portafoglio investimenti. Nella pratica, quando lavoriamo insieme entriamo spesso in entrambi i temi perché tutto è connesso.
I robo-advisor hanno costi bassi ma sono algoritmi standard. Non considerano la tua situazione personale, i tuoi progetti, le tue paure. La gestione patrimoniale seria richiede confronto umano, soprattutto quando i mercati sono in tempesta e serve tenere la barra dritta.
La risposta è sì, se hai un patrimonio investito ma non sei sicuro che stia lavorando davvero per i tuoi obiettivi. Se paghi costi alti e vuoi capire se ci sono alternative. Se hai cambiato consulente 3 volte in 5 anni e sei stanco di ricominciare.
Il primo incontro è conoscitivo e senza impegno. Analizziamo la tua situazione, vediamo se ha senso proseguire. Nessuna pressione.
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